Giorno di Natale

La costruzione del Presepe durante l’Avvento

I AVVENTO

Nella prima settimana d’Avvento si ricorda la ricapitolazione di Saturno (o dell’epoca Polare del periodo della Terra) del viaggio evolutivo dell’uomo, nel quale egli era stato appena messo nell’arena della vita con l’atomo seme del corpo fisico, e aveva una coscienza di tipo minerale, o di trance. Nella preparazione del presepe di conseguenza in questa settimana si dà inizio alla sua costruzione ponendo tutti gli elementi minerali: la capanna (che rappresenta l’uomo), le pietre, le montagne, ecc.

Meditazione dalla I domenica alla II domenica d’Avvento:
ANNUNCIAZIONE. Se coltivo la purezza anche io potrò ascoltare l’Annuncio della Santa Nascita in me stesso.

II AVVENTO

Il periodo successivo a Saturno fu, nella nostra evoluzione, il periodo del Sole (poi ricapitolato nell’epoca Iperborea del periodo della Terra), durante il quale ottenemmo l’atomo seme del corpo vitale, diventando “esseri viventi”, con una coscienza di tipo vegetale, o di sonno. Nel presepe pertanto aggiungeremo, in questa settimana, gli elementi vegetali: l’erba, il muschio, le piante e così via.

Meditazione dalla II alla III domenica dell’Avvento:
IMMACOLATA CONCEZIONE. Le sacre energie creatrici conservo e innalzo in me, come strumenti per vincere la morte e conquistare la vita.

III AVVENTO

Il terzo giorno creativo, che fece seguito al periodo del Sole, fu il periodo della Luna (ricapitolato nell’epoca Lemuriana del periodo della Terra), che vide l’essere umano dotato anche dell’atomo-seme del corpo emozionale. Raggiungemmo di conseguenza una forma di coscienza analoga a quella che hanno oggi i nostri animali, detta coscienza di sogno. Arricchiremo pertanto il presepe con tutti gli animali previsti; il bue e l’asinello in primis, poi le immancabili pecorelle a simbolizzare l’era dell’Ariete che seguiva, quando nacque Gesù, quella del Toro, rappresentato dal bue. L’asinello simbolizza una prima, sia pure abbozzata forma di coscienza della quale il corpo emozionale dotò l’essere umano in evoluzione.

Meditazione dalla III alla IV domenica dell’Avvento:
SACRA NASCITA. Dall’unione delle forze creatrici nella “mangiatoia” (il terzo ventricolo cerebrale) avviene finalmente il concepimento e l’illuminazione che mi farà aprire gli occhi al mondo della vera Luce.

IV AVVENTO

Con la quarta settimana d’Avvento raggiungiamo il periodo nel quale ci stiamo evolvendo oggi: il periodo della Terra. Nel periodo della Terra raggiungemmo la forma e il tipo di coscienza caratteristici dell’essere umano, la coscienza di veglia con la capacità del pensiero autonomo – sia pure ancora al primo stadio del suo sviluppo – grazie all’acquisizione dell’atomo seme del corpo mentale. Nel presepe perciò inseriremo tutte le figure umane, a rappresentazione dello stadio che abbiamo raggiunto: Maria e Giuseppe, simbolizzanti le due correnti creative della colonna vertebrale, mascolina e femminina, come pure la ragione del cervello (Giuseppe) e l’intuizione del cuore (Maria). Poi aggiungeremo anche tutti gli altri personaggi, come i pastori e i lavoratori, rappresentanti tutte le altre facoltà dell’uomo che, attirate nel luogo in cui è avvenuto il prodigio, lavorano in armonia con mente e cuore per uno sviluppo equilibrato.

La colonna vertebrale ospita nelle sue due sezioni che vanno dalla testa fino al sacro l’azione di due classi di esseri: gli spiriti luciferini nella sezione di sinistra e gli spiriti angelici in quella di destra; da qui anche la tradizione popolare del diavoletto che sta sulla spalla sinistra e l’angioletto che sta sulla spalla destra.

Ogni volta che la Luna – nel suo percorso interiore – entra nel segno di nascita di un individuo, corrispondente ad una Luna Nuova individuale, inizia nell’ipofisi un particolare ciclo spirituale di energia lunare che trova l’apice – corrispondente alla Luna Piena – circa 14 giorni dopo a livello degli organi generatori, nel centro sacrale, per tornare al punto iniziale dopo 28 giorni. Da quel momento un ulteriore ciclo ha inizio, e così di seguito. Il percorso di risalita (dalla Luna Piena alla Luna Nuova individuale) prende due strade differenti, a seconda del temperamento della persona: passa come polarità positiva per il cuore e raggiunge come polarità negativa la testa nel contemplativo, mentre passa come polarità negativa per il cuore e raggiunge come polarità positiva la testa nell’occultista.

Tutto questo avviene se l’energia lunare fecondante non viene dissipata al quattordicesimo giorno, come invece di solito avviene, soccombendo all’istigazione luciferina. L’aspirante dovrebbe evitare questo, in quanto l’energia accumulata nell’ipofisi ciclo dopo ciclo costituisce ad un certo punto, unendosi all’energia solare che compie un ciclo annuale, la carica spirituale capace di formare il “ponte” energetico che unisce ipofisi ed epifisi: quando il matrimonio mistico quindi viene così consumato. È l’unione individuale di “Luna” e “Sole”, immagine che sarà familiare a chi osserva le illustrazioni di antiche stampe di carattere iniziatico, o del cuore con la testa, secondo una terminologia simbolica oggi diffusa. Il risultato sarà la Santa Nascita interiore!

Decisiva al fine di realizzare questa unione è la motivazione che spinge l’aspirante nella sua ricerca, che dev’essere il più possibile altruistica e ispirata dal desiderio di essere utile all’umanità nel suo insieme e al suo prossimo in particolare. Non quindi un “sacrificio”, se non nel suo significato etimologico di “rendere sacro”.

Meditazione dalla IV domenica dell’Avvento al giorno del Natale:
Finalmente la Santa Nascita sta per realizzarsi dentro di me: il Cristo interiore è ancora piccolo e debole, e attende le mie cure e la mia protezione per poter crescere e manifestarsi. Da questo momento tale sarà il mio impegno.

NATALE

Tutta l’evoluzione dell’uomo è destinata al raggiungimento di un apice evolutivo, con la nascita consapevole dello spirito, tale da guidare i propri veicoli inferiori d’esperienza: i corpi fisico, vitale, emozionale e mentale, appunto, che tendevano proprio a questo obiettivo. Il 25 dicembre quindi, a completamento del presepe, metteremo nel centro il Gesù bambino, a rappresentare la sacra nascita del nostro Cristo interiore.

 

La Notte Santa

Quando dicevamo che un essere avanzato diventa “uno con la legge”, volevamo ribaltare l’idea che l’uomo della strada ha della libertà. Solitamente questa parola viene intesa col significato di “fare quello che si vuole”, e possiamo anche convenire; il problema è che se non guardiamo alle conseguenze rischiamo di muoverci nella direzione che dà risultati esattamente opposti!

Se quello che “vogliamo” è contrario alle leggi naturali ed evolutive, l’azione che sotto la sua spinta metteremo in atto si ritorcerà su noi stessi, obbligandoci in qualche modo e perciò restringendo l’ampiezza del nostro libero arbitrio. Ma, badate bene, non perché “qualcuno” si è offeso ed è permaloso, ma perché quelle leggi hanno come obiettivo il nostro massimo bene. Se raccogliamo problemi dalle nostre azioni, non è perché qualcuno ci castiga, ma perché dobbiamo imparare una lezione. La vita è una scuola di evoluzione.

Essere un individuo totalmente “uno con la legge” si riverbera su Gesù anche nella sua stessa vita, che sarà visibile in ogni aspetto della sua esistenza, a partire dalla nascita. Così sono i Salvatori dell’umanità, tutti nati al solstizio d’inverno, ossia nel momento dell’anno in cui l’influsso spirituale sul nostro pianeta è più forte. Nascite miracolose sono tramandate per Krishna, Buddha, Zarathustra, Lao-Tsé, e altri ancora. E così fu per la nascita di Gesù.

Se allora diciamo che “è nato dalla Vergine nella notte più santa dell’anno”, vogliamo indicare che nella notte fra il 24 e il 25 dicembre il segno della Vergine celeste si trova all’ascendente: il sole del nuovo anno nasce dalla Vergine. Questa legge è valida sia per l’aspetto macrocosmico che per quello microcosmico se riferito ad individualità che con il macrocosmo sono in perfetta armonia. Con questo non vogliamo sostenere che tutti coloro che nascono al solstizio d’inverno siano dei salvatori, perché l’ascendente non è che uno degli aspetti da considerare; ma certamente i Salvatori nascono al solstizio d’inverno.

Resta il fatto valido anche per noi, che quando volessimo avviare o rafforzare un cammino interiore, quando volessimo gettare uno sguardo nelle profondità e nell’oscurità di noi stessi, come quella di una grotta in piena notte, per trovarvi la nostra piccola ma potenzialmente divina scintilla, potremo farlo in modo più efficace se adoreremo il bambino divino in noi la notte del solstizio d’inverno. Sentiremo certamente più forte il canto degli angeli che ci danno il benvenuto come “uomini di buona volontà”! Il sole è più vicino alla terra in questo periodo, e sarà per noi più facile sentirci suoi figli, e provare il suo calore d’amore in attesa di poterci riabbracciare, quel calore che i mistici di tutti i tempi hanno sempre avvertito e al quale hanno sempre, talvolta dolorosamente, aspirato.

 

La Stella di Betlemme

Sarà facilmente intuibile che nel corso degli anni, se non dei millenni, il racconto della stella che guidò i Magi abbia mosso la fantasia e la ricerca di molti studiosi e fedeli. È facile ritenerla nient’altro che un simbolo, cosa che senz’altro è; tuttavia qualche riferimento “reale” sembra essere stato trovato.

Sicuramente i “Magi”, ossia i saggi e gli studiosi del mondo di allora, erano astrologi. Non dobbiamo aspettarci una “cometa” così come è giunta nelle tradizioni popolari odierne, piuttosto qualche configurazione astrale capace di attrarre la loro attenzione, sapendo che erano a conoscenza che i tempi erano maturi per un avvento di tale portata. Leggiamo in Svetonio (Historia 37,2), che “Era credenza diffusa in tutto l’oriente che l’impero del mondo lo avrebbe preso da quell’epoca un uomo venuto dalla Giudea”.

Forse l’ipotesi più convincente è quella di una congiunzione particolare, molto rara, iniziata nel 7 a.C. (calendario ufficiale). Keplero stesso fu un fautore di questa teoria. La congiunzione era fra Giove e Saturno nei Pesci, che vista dalla terra doveva essere molto luminosa, tanto da potersi confondere con una nuova stella. Nell’antichità Giove era interpretato come il rettore del mondo, l’astro-re; Saturno in Grecia era considerato il pianeta governatore della Giudea. Pesci, l’ultimo segno dello zodiaco, era interpretato come la fine dei tempi (cosa che preannunciava l’inizio di tempi nuovi). Possibile quindi che i Magi si dirigessero verso la Giudea per vedere la nascita del futuro “re del mondo”.

Se vogliamo interpretare l’apparizione della stella con un accento più mistico, allora dobbiamo ricordare che quei Saggi, o Magi, erano chiaroveggenti, di conseguenza videro brillare quella notte santa il sole spirituale del Cristo dal centro della Terra con più fulgore del solito, cosa che li guidò spiritualmente al luogo della natività.