F.A.Q. - Domande frequenti sul Cristianesimo Interiore
In che cosa crede il Cristiano interiore?
Forse l'insegnamento del Cristianesimo interiore può riassumersi in tre leggi fondamentali:
1. La Legge di Rinascita, in base alla quale lo Spirito, o Sé, per trasformare le sue facoltà da latenti ad attive si incarna in diverse personalità terrene in vite successive, allo scopo di accrescere le proprie esperienze e di avvicinarsi sempre più alla consapevolezza della propria natura divina. La vita sulla Terra può perciò paragonarsi ad una Scuola che è in grado di impartirci le "lezioni" di cui abbiamo bisogno per migliorare progressivamente noi stessi.
2. La Legge di Evoluzione, in base alla quale ad ogni incarnazione lo Spirito incamera progressivamente sempre maggiore coscienza. Questo cammino evolutivo si svolge in sette tappe o periodi che, partendo dalla completa incoscienza, attraverso l'inserimento in dimensioni sempre più materiali, risveglia l'autocoscienza, riprendendo quindi il cammino ascensionale con l'autocoscienza ormai risvegliata, fino al raggiungimento - attraverso l'uso disinteressato delle sue facoltà - della massima capacità creatrice divina al termine del settimo periodo evolutivo. L'umanità si trova ora all'incirca a metà del quarto periodo di evoluzione.
3. La Legge di Salvezza, in base alla quale questo percorso prevede l'esistenza della Libertà, senza la quale nessuna vera facoltà creatrice potrebbe manifestarsi. La libertà, però, implica anche la possibilità di agire in modo antievolutivo, col rischio di frustrare la meta finale. Per questo ad un certo punto abbiamo avuto necessità di un aiuto superiore, che non si imponesse dall'esterno, ma che rispettasse l'esercizio della nostra libertà. Questo aiuto ci viene dato dall'azione del Cristo e dal Piano di Salvezza da Egli inaugurato e portato avanti a nostro favore.
Perché ci consideriamo cristiani?
Con il termine "cristiano" si dovrebbe intendere una persona che segue gli insegnamenti del Grande Spirito Solare che chiamiamo il Cristo, piuttosto che le teorie e dottrine teologiche che spesso sembrano contraddirli.
Dove c'è vendetta anziché perdono, giudizio anziché compassione, violenza anziché accoglienza, non può esserci vero Cristianesimo.
Il cristiano perciò dovrebbe seguire il mandato "Ama il tuo prossimo" al di sopra di tutto, e non obbedire ad una autorità esterna; dovrebbe cercare la comunione con la scintilla divina che abita nel suo cuore, piuttosto che seguire i dettami di una classe sacerdotale alla quale il Cristo stesso ha tolto autorità quando, alla morte sulla croce, il velo del tempio "si è strappato dall'alto al basso"; dovrebbe scoprire che la figura del Cristo non rappresenta uno dei tanti "salvatori" della storia, ma il momento cruciale di tutto il percorso di sviluppo evolutivo dell'umanità.
C'è differenza fra il Cristo e Gesù?
Il Cristo è un essere superiore che per puro spirito di amore si è dedicato - e continua a dedicarsi - all'umanità, per risollevarla dalle coseguenze della "caduta" nel piano fisico-chimico. Per compiere la sua missione ha però avuto bisogno di presentarsi non più dall'alto come una autorità esterna, come prima di allora la Divinità doveva fare, ma come uomo fra gli uomini; aveva bisogno di utilizzare un corpo umano che nella sua evoluzione non aveva mai dovuto costruirsi: questo corpo umano gli fu donato dall'essere umano Gesù, che sacrificò il suo ulteriore sviluppo a questo fine.
Siamo perciò tutti debitori verso il sacrificio del Grande Spirito Solare Cristo, e verso il sacrificio dell'essere umano Gesù, che nel momento del battesimo sul Giordano cedette il suo corpo al Salvatore, durante la sua missione pubblica triennale.
Perché non siamo una setta?
Gli elementi costitutivi principali della setta sono essenzialmente due: una struttura piramidale di potere e lo sfruttamento ideologico e monetario dei suoi affiliati.
Entrambi questi elementi non sono presenti fra noi, in quanto non esiste alcun formalismo e nessuna struttura gerarchica, e tutto viene elargito gratuitamente.
Inoltre un nostro motto è: "Ciascuno deve cercare le proprie risposte alle proprie domande": non si considera quindi una verità assoluta quanto risulta dagli studi che ci contraddistinguono.
Perché non siamo una religione?
Le religioni, oltre a caratteristiche di scala gerarchica e autorità al loro interno, prevedono di solito un testo considerato sacro al quale attribuire la fonte di conoscenza e una serie di regole e ritualità da rispettare. Tutto l'opposto del Cristianesimo Interiore, che riconosce autorità solo ad un tribunale interiore della verità, superando qualsiasi condizonamento esterno.
Non è l'appartenenza ad una struttura che garantisce la crescita dell'anima, ma solo il frutto dell'esperienza fatta in tutte le vite precedenti che si tramuta nella "voce della coscienza" che tutti abbiamo, più o meno sviluppata e ascoltata, dentro di noi.
Consideriamo valida la legge di rinascita o di reincarnazione?
Tutto l'universo, essere umano compreso, è in un continuo processo di evoluzione, che mira attraverso ripetute esprienze a migliorare se stesso. Ricordiamo la frase citata dal Cristo: "Non sapete voi che siete Déi?". Una sola vita sulla terra non può essere sufficiente ad ottenere questo scopo, soprattutto se consideriamo le differenti e apparentemente ingiuste - se non accettiamo la teoria della rinascita - condizioni di partenza dei differenti individui.
Con la legge di rinascita si riesce, invece, a dare un senso a quello che possiamo osservare attorno a noi, trovando qual è il nostro posto nel mondo e l'obiettivo a cui aspirare.
Ad ogni rinascita ci troviamo davanti ad un "destino" o "karma" con problematiche da risolvere come conseguenza delle nostre azioni passate: i dolori della vita non sono perciò da considerare come dei castighi, ma come lezioni che abbiamo ancora bisogno di imparare al fine di proseguire nell'obiettivo del nostro miglioramento.
Ci sono molti passaggi nel Nuovo Testamento che correttamente interpretati lasciano trasparire l'insegnamento della rinascita, che era comune e sottinteso ai tempi di Gesù in certi ambienti spirituali.
Le diverse rinascite prevedono di conseguenza un continuo avanzamento, escludendo la possibilità di reincarnarsi in un corpo di tipo animale.
Il mondo è stato davvero creato nei sei giorni descritti nella Genesi biblica?
Se volessimo interpretare alla lettera la descrizione riportata nella Genesi sulla creazione del mondo, ci troveremmo ben presto in alcune incoerenze non superabili. A titolo di esempio:
1. La luce sarebbe stata creata nel primo giorno, durante il quale "si separò il giorno dalla notte", mentre il Sole e la Luna compaiono nel successivo quarto giorno;
2. L'uomo fu creato "maschio e femmina" nel primo capitolo, ma Eva fu formata nel secondo capitolo.
E' evidente che solo una interpretazione di tipo esoterico può darci conto del significato celato sotto la veste esteriore dei sei giorni citata nel testo biblico.
Che cosa dobbiamo intendere per "esoterismo" e "occultismo"?
Nella nostra letteratura si trovano ricorrere due termini, sui quali vale la pena spendere una precisazione. Il primo è: "esoterico" e il secondo è: "occulto". Nel loro significato letterale, "esoterico" e "occulto" significano rispettivamente "riservato ad una cerchia interna", in qualche modo elitaria; e "nascosto". È nostra intenzione usare questi termini unicamente per mostrarne l'origine, appartenendo a materie a suo tempo riservate e nascoste, ma che oggi devono essere divulgate in quanto non sono più valide le motivazioni per le quali erano tenute nascoste.
Piuttosto, possiamo attribuire al termine “esoterico” un significato di indagine più profonda, da ritrovare nell’interiorità, anziché figurarci un insieme di pratiche e/o maestri che da fuori calino in noi, cosa impossibile, la loro saggezza.