Il nostro Codice deontologico

1. Autonomia. Scopo della diffusione dell'insegnamento del Cristianesimo Interiore è la crescita interiore dell'aspirante; a tal fine non vengono date regole o precetti di comportamento, cosa che ricadrebbe in un ritorno alla Legge, ma si mira allo sviluppo della capacità interiore di stabilire le proprie norme di comportamento incondizionatamente (maieutica).

2. Acriticismo. Ci si astiene dal criticare, giudicare o definire altre scuole od organizzazioni: la scelta deve dipendere esclusivamente dalla convinzione interiore di chi si avvicina. Chi si attarda a criticare gli altri denota poca sicurezza nelle proprie idee. Anche lo studio di insegnamenti analoghi può essere fonte di maggiore comprensione e profondità di conoscenza.

3. Gratuità. Il valore dell'Insegnamento non può essere valutato, né venduto per denaro, perché il risultato dipende solo dallo sforzo personale di applicarlo nella propria vita. Chiedere denaro in cambio può nascondere un doppio pericolo: dipendere da esso, e perciò agire in funzione di un potere, e delegare/dipendere da altri dal punto di vista dell'aspirante, contravvenendo al punto relativo all'Autonomia. Si rifugge perciò da qualsiasi organizzazione stabile, e non ci sono né quote associative né tessere.

4. Responsabilità. L'aspirante deve sviluppare la propria capacità di giudizio e di guida, perciò non deve assolutamente assumere atteggiamenti di direzione nella vita altrui. Non esiste nessun maestro esterno, ma l'istruzione deve mirare allo sviluppo del solo maestro: il Maestro, o Cristo interiore. La sola autorità riconosciuta è quella del "Tribunale Interiore della Verità".

5. Esempio. Il mezzo migliore, più utile e più educativo di diffusione dell'insegnamento, è quello di mostrare come esso sia utile nella propria vita: in altre parole, attraverso l'esempio. Noi perciò ci asteniamo da qualsiasi azione di proselitismo, fiduciosi che chi ha maturato in sé le condizioni adatte sarà attirato verso di esso.