Equinozio d'Autunno

LA CROCIFISSIONE del Cristo cosmico

Tutte le Chiese Cristiane di carattere exoterico celebrano la Crocifissione del nostro Salvatore nel periodo pasquale, facendolo terminare con la festa della Resurrezione a Pasqua, ripercorrendo il periodo della sua Passione nei giorni immediatamente precedenti quel giorno glorioso. In realtà, chi si è addentrato nella consapevolezza di ciò che avviene veramente con l’influsso cristico giunge a comprendere che il sacrificio del Cristo non si esaurì negli avvenimenti di circa duemila anni fa, ma che, al contrario, quello non ne fu che l’inizio. Da allora lo spirito del Cristo cosmico continua a donare al pianeta e ai suoi abitanti la sua energia, affinché noi si possa sopravvivere da un punto di vista fisico e accrescere la nostra consapevolezza interiore dal punto di vista spirituale, la sola cosa che ci consentirà, un giorno, di liberare noi stessi dalla nostra prigione materiale e Lui dal sacrificio che l’alternanza del suo flusso e riflusso gli costa. Perciò quello che c’è da onorare, riconoscere e celebrare è l’arrivo di questa energia salvifica in Autunno, allorché Egli si rivolge nuovamente, anno dopo anno, al nostro piccolo pianeta, pronto per inondarlo con la sua energia d’amore fino all’ultima goccia.

In Autunno perciò Egli veramente prende la Terra – così lontana dalla dimensione solare che gli è consona – sulle sue spalle potremmo dire, “inchiodandosi sulla croce” della materia. È la Crocifissione dal punto di vista esoterico.

L’Autunno si apre nel segno della Bilancia, segno che richiede equilibrio e giudizio, nel quale i due tipi di energia solare: l’energia fisica e l’energia spirituale, dal punto di vista cosmico si bilanciano, andando esaurendosi quella materiale, che ha conosciuto il suo apice al Solstizio d’Estate precedente, per lasciare il posto alla crescita di quella spirituale, che troverà il suo massimo al successivo Solstizio d’Inverno. Troviamo perciò in questa stagione l’eterna lotta fra il bene e il male, la luce e le tenebre, l’aspetto buono e quello cattivo, lo spirito e la materia; lotta che qualsiasi aspirante spirituale conosce molto bene per la sua stessa esperienza.

Ma è proprio per l’aspirante che la stagione richiama l’attenzione verso il superamento di questa antinomia. Ricercare continuamente l’equilibrio sotto il giogo del giudizio può tramutarsi in una tensione stressante che impedisce una visione chiara e limpida, fino a risultare controproducente per il fine desiderato. Stati di esaltazione e di abbattimento denotano un risultato opposto a quello perseguito, coi sensi di colpa che rischiano di vanificare le conquiste fatte.

La visione del mondo diviso fra due forze che se lo contendono, ove l’una ha a turno il sopravvento sopra l’altra, è una visione primitiva fondata su una conoscenza parziale della realtà. Uno sguardo superiore vede nel mutevole equilibrio della Bilancia solo un elemento necessario ma contingente, discendente dal superiore Piano Divino di evoluzione, l’unico a cui possiamo attribuire la parola Bene in termini definitivi. È il Bene che non può che prevalere, e il bene e male che conosciamo noi sono strumenti atti a farci avvicinare ad esso. L’unione del tutto con il Tutto, dove non esiste separazione e perciò né bene né male, da cui tutto proviene, è la sede del Cristo cosmico, da cui Egli viene ad ogni Equinozio d’Autunno per darci una ulteriore spinta verso questo traguardo, o verso il “Regno dei Cieli”, come Lui lo ha chiamato.

Per adempiere alla sua Missione, Egli abbandona la sua sede celeste e affonda la sua coscienza nei piani della separatività, catturato dai dolori inerenti la materia, “crocifisso” in essa. La sua possente energia un giorno ci libererà da questa stretta mortale, quando anche gli uomini avranno saputo elevarsi con la loro coscienza, attingendo all’influsso cristico annuale.

 

MICHELE sconfigge il Drago

Ancora la maggioranza degli esseri umani supera il Solstizio d’Estate senza avere attivato il processo di Pentecoste, continuando a ricadere sotto l’influsso del peccato e del karma. Di conseguenza, l’azione di appesantimento energetico del pianeta prosegue quasi inalterata, richiedendo una ulteriore immissione di energia cristica che lo liberi dai miasmi che il nostro comportamento continua ad alimentare e a formare, e che l'azione jehovitica è sempre meno in grado di annientare. Nei tempi attuali, infatti, in prossimità di una scadenza evolutiva come ci troviamo, l’uomo è sempre più sollecitato da entrambe le forze in campo: quella luciferina da una parte e quella angelica dall’altra, col rischio che si crei una frattura all’interno dello scaglione di anime e che alcune di queste non riescano più a recuperare il terreno perduto, donandosi interamente alle lusinghe del male.

Tutto questo ebbe inizio nel lontano Periodo della Luna, prima ancora della formazione del sistema solare come lo conosciamo. Allora lo scaglione di anime che stava attraversando la sua fase di evoluzione “umana”, proveniente dal precedente Periodo del Sole, era quella degli Angeli. Alcuni di essi però risultarono refrattari alle nuove condizioni ambientali alle quali avrebbero dovuto adattarsi, e le rifiutarono, ribellandosi alla guida del capo degli Angeli, Jahvè. Ne nacque la ben nota guerra dei cieli, i quali ne furono sconvolti coinvolgendo tutta una serie di esseri che si trovava allora nel suo percorso di sviluppo. A redimere la situazione intervenne una schiera superiore agli Angeli, quella degli Arcangeli, guidati da Michele, che sconfissero gli Angeli ribelli e il loro capo, Lucifero.

Gli Angeli ribelli rimasero così privi di un ambiente in cui continuare a progredire, sia pure, ormai, in una forma irregolare non prevista dal piano d’evoluzione, fino a quando, nel Periodo della Terra che seguì a quello lunare, e in particolare nella sua fase detta Lemuriana, trovarono nel genere umano questo ambiente, e facilmente lo sottomisero sfruttando i suoi veicoli fisici per la propria sopravvivenza. L’uomo così, come descrive la Bibbia, si trovò solo, nel deserto del mondo, privo di una guida celeste, soggetto al dolore e alla morte. Anch’egli imparò a disobbedire a Jahvè, che aveva il compito di guidarlo, e dal suo comportamento deviato cominciarono ad alterarsi le leggi naturali, con la creazione di miasmi sempre più pesanti che prendevano una forma a spirale attorno alla Terra abbassandone il tasso vibratorio, onde consentire alla sopravvivenza e al controllo da parte degli spiriti luciferini sull’uomo.

Per salvare la situazione e scongiurare la nostra fine e la nostra crescita spirituale, intervenne il capo degli Arcangeli, che noi veneriamo col nome del Cristo. Nell’Era terrestre dell’Ariete Egli si incarnò nel corpo di un essere umano che da generazioni era stato preparato a questo scopo: Gesù di Nazareth, il quale, a trent’anni d’età, cedette i suoi corpi fisico e vitale allo Spirito Solare, al Cristo, che nei tre anni successivi visse tra gli uomini insegnando loro le basi per recuperare la via perduta, fino a quando penetrò col suo Spirito nel pianeta stesso, all’atto della Crocifissione sul Golgotha.

Ogni anno Egli torna a ridare la carica spirituale alla Terra, e ogni anno Michele, l’Arcangelo più potente dopo di Lui, gli apre la via ripetendo la lotta contro il serpente di miasmi, il Drago, e ogni volta sconfiggendolo. Sette Arcangeli si alternano nella protezione del nostro pianeta, ciascuno dotandolo delle qualità particolari che ognuno è in grado di infondergli. Michele è legato all’azione di salvezza del Cristo: era il suo turno quando, nell’Era Ariana, il Cristo si incarnò nel corpo di Gesù nel momento del Battesimo sul Giordano ad opera di Giovanni il Battista, e fu Lui ad essere al fianco del Cristo durante la sua missione e a consolarlo nel giardino del Getsemani prima della sua cattura; ed è ancora Lui che ad ogni Equinozio d’Autunno ingaggia la sua guerra contro il Drago, aprendo la via al ritorno annuale del Grande Spirito Solare, il Cristo.

Questa azione contro il Drago che si ripete da tempo immemorabile in cielo, ha luogo anche nell’interiorità di ogni uomo. Ciascuno di noi, e particolarmente gli aspiranti spirituali, è chiamato a questa battaglia interiore, onde sconfiggere le forze luciferine che vogliono trattenerlo sotto l’azione del karma, e liberarsi affinché, un giorno, possa conoscere l’esperienza totalizzante della liberazione: la Pentecoste interiore. L’Equinozio d’Autunno, quando lo Spirito cristico si affaccia nuovamente, sotto il segno della Bilancia, nell’atmosfera terrestre, è il momento propizio per chiedere aiuto a Michele, e meditare sulla sua azione, onde risvegliare il Cristo bambino dormiente dentro ciascuno di noi, pronto per nascere nel successivo Solstizio d’Inverno.

Meditazione / Visualizzazione per l'Equinozio d'Autunno

Preparazione:

Sediamoci in modo comodo, con la schiena dritta ed entrambi i piedi poggiati per terra; le mani sulle cosce.

Rilassiamoci e rallentiamo il respiro: quattro battiti del cuore inspirando attraverso le narici, quattro di pausa (facoltativo), e quattro espirando attraverso la bocca.

Socchiudiamo gli occhi, e visualizziamo le immagini suggerite dalla lettura.

Chi desidera può iniziare facendo il "Segno della Croce".

 

Lettura:

Ogni anno all’Equinozio d’Autunno, sotto la protezione dell’Arcangelo Michele, un raggio di Vita Cristica lascia la sfera solare e si dirige verso il nostro piccolo pianeta, raggiungendo il suo centro al Solstizio d’Inverno, quando il grande Angelo Gabriele annuncia la nascita del Cristo sulla Terra.

Il Cristo cosmico ci dona allora tutta la sua energia, finché all’Equinozio di Primavera, a Pasqua, con la sorveglianza dell’Arcangelo Raffaele, vediamo spuntare le prime gemme che il raggio vitale ha risvegliato, per un altro anno, dal sonno invernale.

Senza questo ciclico afflusso di energia Cristica la vita sulla Terra appassirebbe, la nostra esistenza ben presto sarebbe frustrata e il nostro progresso arrestato.

Questa carica di Vita annuale vede un nuovo inizio ad ogni Equinozio d’Autunno, quando ogni anima sensibile avverte dentro di sé un cambiamento che la induce a distogliere lo sguardo esclusivamente dal mondo materiale, e a rivolgerlo in se stessa, alla propria interiorità. Anche la natura comincia a spogliarsi di quanto ha prodotto in precedenza, ritirando la propria vitalità per approssimarsi al sonno ristoratore, dopo un anno di duro lavoro. L’uomo raccoglie allora i frutti del suo lavoro giunti a maturazione, e li immagazzina per il sostentamento invernale che si avvicina.

Noi aspiranti spirituali, però, abbiamo un compito analogo a quello della natura da eseguire interiormente: cogliere dentro di noi l’energia cosmica rinnovatrice che, grazie all’azione vittoriosa dell’Arcangelo Michele, si sta avvicinando al nostro pianeta portando con sé l’Energia Cristica, dono che si rinnova anno dopo anno.

Le frenetiche attività legate ai cicli lunari trovano ora un meritato riposo, e l’attenzione vigile si rivolge alla vita interiore, al Sole spirituale ora più vicino alla Terra, aprendo mente e cuore a questa nuova ondata d’amore che ci chiama a collaborare per l’innalzamento nostro e di tutta l’umanità, nei limiti delle nostre personali capacità e possibilità.

Visualizziamo ora con gli occhi della mente questa energia Cristica, carica di Vita, che ciclicamente viene emessa dal Sole fino a raggiungere la Terra, e l’attività spirituale che muta le condizioni atmosferiche in favore dell’introspezione e del rinnovamento interiore, fino a sentire il suo calore ricco di Amore che vorrebbe espandersi dal nostro cuore all’esterno, per abbracciare tutte le forme viventi che ci circondano; ad imitazione dell’azione salvifica del nostro Salvatore, il Cristo, il Grande Spirito Solare.

Restiamo ora in silenzio per qualche minuto, contemplando questa visione.