Solstizio d'Estate
L'azione di Uriele
Le Chiese in genere celebrano questi tre Arcangeli, ma resta avvolto nel mistero il quarto, Uriele. Il compito di Uriele riguarda infatti la Pasqua futura, nella quale l’umanità dovrà lasciare il piano materiale a favore di quello etereo; il tratto successivo del Dramma Cosmico è riservato infatti all’azione e iniziativa dell’uomo stesso. Certamente le Chiese sono incapaci di contemplare questa realizzazione, ed è per questo che Uriele è quasi sconosciuto e non celebrato. Dall’Equinozio d’Autunno a quello di Primavera sono le attività celesti che cercano di indirizzare l’uomo verso il suo destino futuro; dall’Equinozio di Primavera a quello d’Autunno toccherà all’uomo utilizzare il loro lavoro per trasformare l’ambiente in cui vive.
Al giorno d’oggi pochi sono gli uomini che sono in grado di adempiere a questo compito, la maggior parte di loro ricadendo ancora sotto la necessità di un indirizzamento esteriore: è allora Jahvè che se ne prende tuttora carico, e quindi da questo punto di vista incarnando un aspetto dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo infatti possiede una duplice natura e funzione: quella esteriore che, attraverso il karma, spinge l’essere umano ad attraversare esperienze che, nel tempo, lo porterà consapevolmente a varcare il prossimo passaggio; e quella interiore, che dobbiamo vedere come la “fiamma” di Pentecoste, il risveglio del nucleo solare originario che ogni uomo alberga in sé: il corpo radioso o corpo di luce.
Quando osserviamo la mappa astrologica di una persona e la troviamo governata da forze autunnali, possiamo dedurre che la stessa sta passando una incarnazione dotata di un temperamento “contemplativo”, mentre se le forze sono di tipo primaverile, il temperamento sarà “operativo”. Di incarnazione in incarnazione queste due tendenze dovranno integrarsi, poiché l’ispirazione che non si risolva in una coerente azione rimane sterile e inutile, e d’altra parte l’aspirazione ha bisogno di una carica interiore per potersi rivolgere verso i piani più elevati. Si potrebbe paragonare il tutto con il lavoro nei campi che si faceva a mano nei tempi passati: prima si doveva vangare il terreno, cosa che si effettua retrocedendo, dopodiché si seminava, avanzando su quel terreno stesso che si era in precedenza preparato. Solo quando le due correnti sono sufficientemente integrate saremo in grado di inaugurare una incarnazione utile all’aiuto di Uriele e all’accoglienza della Pentecoste. Dobbiamo perciò impegnarci il più possibile nel compito che abbiamo assunto per la presente incarnazione, così da giungere al più presto alla tanto sperata meta dell’equilibrio interiore, trasformandoci in Adepti delle forze spirituali al servizio dell’umanità al fianco del Cristo, superando la necessità del soccorso jehovitico di tipo esteriore.
Notte di Mezza Estate
Nelle Epoche Polare e Iperborea, l’umanità viveva, guidata da esseri superiori, in piena armonia con le leggi cosmiche, lungo linee di sviluppo lente ma sicure.
Ricordiamo che dette Epoche sono ricapitolazioni dei Periodi di Saturno e del Sole all’interno del Periodo della Terra. in questi Periodi, e di conseguenza nelle Epoche suddette, non esisteva alcuna suddivisione all’interno dello spazio occupato dal genere umano, come nessuna suddivisione o dinamica esisteva nel suo corpo che andava costruendosi. La prima suddivisione avvenne nel terzo Periodo, il Periodo della Luna (correnti che salivamo e scendevano nel globo che abitava); per analogia, nella terza Epoca, l’Epoca Lemuriana, si vide una separazione nell’ambiente (espulsione della Luna) e nel corpo dell’uomo (nascita dei sessi). Anche al suo interno sorsero perciò due correnti: una solare che gli dava la vita facendolo crescere e moltiplicarsi, e una lunare che lo cristallizzava, adattandolo alle nuove condizioni più dense che egli ora abitava.
Verso la fine dell’Epoca Lemuriana ebbero pertanto inizio tutte le ciclicità che conosciamo e che cadenzano la nostra esistenza.
Noi non potremmo vivere ora senza questo alternarsi ciclico, che alimenta, di volta in volta, tutta la complessa costituzione che ci contraddistingue. La parte visibile di questa costituzione – la sola di cui abbiamo consapevolezza – ha bisogno dell’elemento fisico, mentre la parte invisibile trova la sua fonte nei piani sottili, a noi invisibili. Non essendo quindi esseri totalmente fisici, dobbiamo alternare le energie secondo la loro origine: non possiamo restare a tempo indefinito né sul piano fisico, né nel piano invisibile, ma dobbiamo passare dal giorno (veglia) alla notte (sonno).
Questo processo avviene in tutte le scale di grandezza, e il Cristo stesso, che vuole aiutarci a superare queste ciclicità per tornare all’unità originaria, ma questa volta consapevolmente, deve obbedire a questa legge se vuole avvicinarci con la sua energia. Le stagioni – scala superiore del ciclo giorno–notte – rappresentano perciò le diverse fasi del suo influsso energetico, che riceviamo dal Sole sotto forma di energia fisica in Estate e di energia spirituale in Inverno.
La Chiesa, come già abbiamo ricordato, segue molto da vicino le celebrazioni e ricorrenze relative al periodo che va dall’Equinozio d’Autunno a quello di Primavera; è caduto però un po’ nel dimenticatoio il Solstizio d’Estate, e soprattutto l’Arcangelo ad esso corrispondente: Uriele.
A Natale, al Solstizio d’Inverno, l’azione spirituale del Sole irradia più da vicino la Terra, e mentre la natura sembra dormire in un ben meritato riposo. Quest’azione si manifesta successivamente a Primavera, quando gli innumerevoli semi sepolti sotto il terreno cominciano ad emettere le prime gemme e i primi virgulti di vita. Gli Spiriti della Natura sono molto attivi in questa stagione, che tocca il suo apice al Solstizio d’Estate. Il Solstizio d’Estate rappresenta la polarità opposta rispetto a quello invernale, poiché sono allora le energie fisiche del Sole a manifestarsi con più forza. Nella letteratura molte leggende, molte tradizioni e molte credenze descrivono da tempo immemorabile l'azione di questi piccoli spiriti nella “notte di mezza Estate”.
Di solito l’uomo della strada pensa che queste tradizioni, avendo origine pre-cristiana, siano non cristiane, se non anti-cristiane, e le considera perciò “pagane”. Questo deriva dall’errore fatto dalla Chiesa di aver voluto tagliare di netto il cordone ombelicale che conservava la memoria di tutte le tradizioni precedenti alla sua nascita, considerandole come “false e bugiarde”. In realtà, il Cristo si è inserito appieno nel cammino evolutivo dell’umanità, innalzando di un’ottava – si potrebbe dire – le tradizioni stesse, che rimangono perciò come “base” per la corretta interpretazione del suo insegnamento. Anzi, che avevano come obiettivo la preparazione dell’uomo al suo avvento nella storia.
Giovanni il Battista
La tradizione cristiana festeggia il Solstizio d’Estate con San Giovanni Battista. È istruttivo leggere i brani del Nuovo Testamento nei quali si riportano le esperienze di questo grande essere umano, che fra gli Esseni si assunse il compito di “annunciare” l’avvento del Cristo. Vediamo che cosa avvenne quando egli battezzò Gesù sul Giordano, come descritto da Matteo, mentre si rivolge a Farisei e Sadducei:
Matteo 7: 7-12
«Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco».
Le sette dei Farisei e dei Sadducei rappresentano gli Ebrei che si riconoscono nella Legge di Mosè, la quale detta le sue ingiunzioni e non prevede né disubbidienza né discussione: chiunque agisca contraddicendole merita il castigo e non può “sottrarsi alla sua ira”. Come esotericamente spiegato in riferimento all’episodio della Trasfigurazione di Gesù, quando accanto a Gesù trasfigurato apparvero le figure di Mosè ed Elia, Giovanni era la reincarnazione di entrambi, e in particolare di Mosè, colui che trasmise al popolo i Comandamenti di Jahvè al popolo.
Com’era stato profetizzato da Malachia 4,5: “Ecco, vi manderò Elia il profeta prima che venga il grande giorno”.
Troviamo infatti il seguente brano in Matteo, che chiude il racconto della Trasfigurazione di Gesù:
Matteo 17:9-13
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.
Il Cristo è venuto per unire tutti i popoli, mentre Jahvè era il Dio degli Ebrei, e li dirigeva nelle guerre contro popoli diversi: essi si consideravano il suo “popolo eletto”, tramite la discendenza del sangue da Abramo, che in queste parole viene spodestato dal suo potere.
Per questo Giovanni disse: “Colui che viene dopo di me è più potente di me”. disse anche:
Giovanni 3: 29-30
Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire.
In altre parole: la Legge (io, Giovanni) deve lasciare il posto all’amore (Egli, il Cristo). Allora il battesimo d’acqua (Jahvè, massimo Angelo legato, in quanto tale, all’elemento acqua e alla Luna) sarà sostituito dal battesimo di fuoco (il Cristo, che in quanto massimo Arcangelo, è legato all’elemento fuoco e al Sole).